Ancora sui cinepanettoni, è ancora polemica.
Che “Natale a Beverly Hills” con Christian De Sica abbia battuto, doppiandolo, agli incassi al botteghino il film di Pieraccioni “Io e Marilyn” ormai non è un mistero.
Il cinepanettone di casa De Laurentis, come è tradizione, è campione d’incassi e ormai sono circa 26 anni che va così.
Ma qualcosa deve essere andato storto, forse il capitone, se non ai produttori, a qualche politico, o a qualche politico amico di qualche produttore.
Tutto a un tratto la rivista “farefuturo”, rivista che fa capo a Gianfranco Fini, l’ex-leader di Alleanza Nazionale e oggi Presidente della Camera, si accorge che il cinepanettone di De Sica ha ricevuto un finanziamento pubblico ed è stato considerato un film d’essai.
Cecilia Moretti, dalle colonne della rivista, tuona contro il panettone che ha ricevuto il denaro pubblico che spetterebbe , secondo la giornalista, a quei produttori e registi di coraggio.
Fin qui tutto bene , considerando anche che ogni anno sono circa 39/40 milioni di euro che lo Stato mette a disposizione , anche sotto forma di aiuti fiscali e sgravi, a film dal particolare stimolo “culturale”.
Orbene il ragionamento non fa una piega : il film di De Sica probabilmente non è cinema d’essai, ma ci chiediamo , visto il successo di incassi, se sia meglio finanziare un film che va al successo, o tanti film, di cui spesso si ignorano i titoli e che nemmeno si sa che vengono girati.
Una volta il finanziamento pubblico era appannaggio di una particolare “cultura” di un particolare “orientamento politico”.
Forse che la rivista del Presidente Fini ha nostalgia di quei tempi?
O forse più semplicemente vuole fare l’ennesimo regalo gradito ai suoi ex avversari politici, come suo passaporto e salvacondotto?
La riflessione è giusta, non lo mettiamo in dubbio, ma quando non molto tempo fa si parlava di “ridurre” il contributo pubblico allo spettacolo, non abbiamo letto dalle colonne di farefuturo un plauso all’iniziativa che pure destò mille proteste da parte del mondo dello spettacolo, ma che veniva ritenuta necessaria per le casse dello Stato.
Oggi invece tuona , e tuona contro un film che ai botteghini però ha dimostrato di essere campione.
Ripetiamo, nulla da eccepire nel ragionamento, ma perchè certi politici se ne accorgono solo ora?
Onestamente ci sembra che questa politica sta facendo un pò di confusione, anzi , troppa. E non è difficile storcere il naso.
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